27 marzo 2019 - Ricordo di Carlo Albini a 100 anni dalla nascita

Cento anni fa, il 27 marzo 1919, nasceva Carlo Albini, una delle figure più significative della storia civile e religiosa bresciana della seconda metà del Novecento. La sua è stata una vita lunga (è scomparso nel febbraio del 2010) ed operosa, spesa con generosità e coerenza a servizio delle istituzioni bresciane.

Dopo aver partecipato attivamente alla Resistenza, nel dopoguerra Albini svolse la sua vita professionale prima come impiegato presso la Banca S. Paolo di Brescia, poi a tempo pieno nell’attività sindacale e infine quale direttore presso i Magazzini generali di Brescia.

Significativo il suo impegno sociale: presente nelle Acli bresciane fin dal loro sorgere, in ambito sindacale fu attivo dall’aprile 1945 prima come segretario dei lavoratori del commercio nella Cgil unitaria e poi, dal 1948, come vice segretario provinciale della corrente sindacale cristiana guidata da Angelo Gitti. Dal maggio 1950 fino al giugno 1961 fu apprezzato segretario generale aggiunto dell’Unione provinciale di Brescia della Cisl, ricoprendo per alcuni anni anche il delicato compito di consulente amministrativo del segretario generale Giulio Pastore.

Il suo impegno politico, nelle file della Democrazia Cristiana, lo vide consigliere comunale in città dal 1951 al 1968 e assessore ai tributi dal 1951 al 1966. La sua competenza e la sua integrità fecero sì che gli venissero affidati molteplici incarichi nei più diversi ambiti: economico, amministrativo, culturale ed ecclesiale. Fu perciò membro della Camera di Commercio e dell’Associazione bresciana di ricerche economiche (Abre) e, in tempi differenti, componente di consigli di amministrazione e collegi sindacali di molte opere ed istituzioni (tra queste la “Voce del popolo”, l’Ospedale Civile, l’Editoriale bresciana, il Centro pastorale Paolo VI, l’Eulo). Tutti impegni che egli assolse unendo sempre la capacità nell’affrontare i problemi con il rispetto e l’attenzione agli altri, che gli venivano da una fede concretamente vissuta.

Albini ebbe poi vivo il senso della promozione della memoria storica in funzione di una crescita sia culturale che spirituale delle nuove generazioni. Insieme ad alcuni amici ebbe l’intuizione nel 1971 di creare il Ce.Doc. – Centro di Documentazione che trovò in lui un valido e lungimirante presidente fino al 1994 e in Mario Faini l’instancabile animatore culturale.

Gian Battista Lanzani, introducendo il volume che il Ce.Doc., in collaborazione con la Cisl Brescia, gli ha dedicato qualche anno fa, scriveva di Albini: “umile e concreto, sempre disinteressato, ha servito le istituzioni bresciane senza servirsene, ha scelto e additato strade, visto orizzonti con lungimiranza, pagato di persona quando occorreva, senza lesinare, privilegiando le ragioni che uniscono rispetto a quelle che dividono, istintivamente schierato dalla parte dei più deboli”.

Brescia e i bresciani gli devono molto

MICHELE BUSI - Presidente Ce.Doc. (dal "Giornale di Brescia" del 27 marzo 2019)